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Etichetta dei cosmetici

Etichetta dei cosmetici: le informazioni obbligatorie

L’etichetta di un cosmetico non è solo grafica: l’articolo 19 del Regolamento (CE) n. 1223/2009 elenca sette informazioni obbligatorie, e in Italia molte vanno scritte in italiano. In questa guida trovi cosa deve esserci, dove metterlo quando lo spazio è poco e gli errori che vediamo più spesso.

Una confezione in cartone con un'etichetta bianca

Le informazioni obbligatorie in etichetta

Le informazioni vanno riportate in caratteri indelebili, facilmente leggibili e visibili, sul contenitore (il flacone, il tubetto, il vasetto) e sull’imballaggio esterno, se c’è, come l’astuccio.

InformazioneCosa significa in pratica
Persona responsabileNome o ragione sociale e indirizzo di chi risponde del prodotto nell’Unione
Paese d’origineSolo per i prodotti importati da fuori dell’Unione
Contenuto nominalePeso o volume al momento del confezionamento, in grammi o millilitri
Durata minima o PAOData «da usarsi preferibilmente entro» oppure periodo dopo l’apertura
Precauzioni d’impiegoAvvertenze obbligatorie e particolari precauzioni
Numero di lottoCodice che identifica il lotto di produzione
FunzioneA cosa serve il prodotto, se non è chiaro dalla presentazione
Elenco degli ingredientiLista INCI in ordine decrescente di peso

Persona responsabile

Nome e indirizzo possono essere abbreviati, purché permettano di identificare la persona e il suo indirizzo. Se gli indirizzi sono più di uno, va evidenziato quello dove è disponibile il PIF, il fascicolo informativo del prodotto. Nel private label di solito compare il nome del titolare del marchio.

Contenuto nominale

Non è obbligatorio per le confezioni sotto i 5 grammi o 5 millilitri, per i campioni gratuiti e per le monodosi. Per le confezioni vendute a numero di pezzi (per esempio salviette) non serve se il numero è visibile dall’esterno o è indicato.

Durata minima o PAO

  • Se il prodotto dura 30 mesi o meno, serve la data di durata minima, preceduta dal simbolo della clessidra o dalla dicitura «da usarsi preferibilmente entro».
  • Se dura più di 30 mesi, la data non è obbligatoria: si indica invece il PAO (period after opening), cioè per quanto tempo il prodotto resta sicuro dopo l’apertura, con il simbolo del vasetto aperto seguito dai mesi (per esempio «12M»).

La durata va sostenuta dalle prove di stabilità contenute nel PIF.

Precauzioni, lotto e funzione

Le precauzioni comprendono le condizioni d’uso previste dagli allegati del Regolamento per alcuni ingredienti e le eventuali avvertenze indicate dal valutatore della sicurezza. Il numero di lotto permette di rintracciare la produzione: da noi ogni lotto è tracciato con un codice. La funzione («detergente intimo», «crema mani») si può omettere solo se è evidente dalla presentazione.

Elenco degli ingredienti (INCI)

È preceduto dal termine «ingredienti». Gli ingredienti si elencano con i nomi comuni della nomenclatura INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), in ordine decrescente di peso al momento dell’aggiunta. Sotto l’1% l’ordine è libero. Profumo e aroma si indicano come «parfum» e «aroma», ma alcune sostanze allergizzanti vanno elencate a parte quando superano le soglie di legge. I coloranti si indicano con il numero CI e i nanomateriali con «(nano)» dopo il nome.

In che lingua scrivere l’etichetta in Italia

Il Regolamento lascia agli Stati membri la scelta della lingua per alcune informazioni: contenuto, durata, precauzioni e funzione. In Italia il decreto ministeriale del 27 settembre 2018 ha stabilito che le informazioni in etichetta dei cosmetici venduti sul mercato nazionale devono essere in lingua italiana, anche se accanto ci sono altre lingue.

L’elenco INCI invece non si traduce: i nomi degli ingredienti sono gli stessi in tutta l’Unione, così il consumatore allergico li riconosce ovunque.

Se vendi in più Paesi, conviene progettare subito un’etichetta multilingua o prevedere versioni diverse per mercato. È una scelta che incide su formato e grafica, quindi va fatta prima di ordinare il packaging.

Piccoli formati: quando lo spazio non basta

Il Regolamento prevede soluzioni per i contenitori piccoli:

  • Precauzioni e ingredienti su foglietto: se per ragioni pratiche non possono stare sulla confezione, si riportano su un foglietto, un’etichetta, una fascetta o un cartellino allegati. Sulla confezione si mette un rimando, anche con il simbolo della mano che indica un libro aperto.
  • Solo sull’imballaggio esterno: l’elenco degli ingredienti può stare solo sull’astuccio; il numero di lotto solo sull’astuccio quando il contenitore è troppo piccolo.
  • Saponi e prodotti molto piccoli: l’elenco degli ingredienti può essere su un avviso posto vicino al prodotto esposto in vendita.

In pratica, un astuccio o una scatola risolve molti problemi di spazio: trovi le possibilità nella pagina sul packaging.

Errori comuni in etichetta

  • Claim non dimostrabili: diciture come «dermatologicamente testato» o «senza…» richiedono prove e regole precise. Leggi la guida su claim cosmetici e test.
  • INCI tradotto o incompleto: ingredienti scritti in italiano o allergeni del profumo dimenticati.
  • PAO e data confusi: indicare il PAO su un prodotto che dura meno di 30 mesi, o una data senza prove di stabilità.
  • Indirizzo incoerente: l’indirizzo della persona responsabile deve coincidere con quello della notifica CPNP e del PIF.
  • Testo troppo piccolo o su fondi a basso contrasto: l’informazione c’è, ma non è leggibile.
  • Etichetta approvata dopo la stampa: ogni correzione successiva costa una ristampa.

In Italia il D.Lgs. 204/2015 prevede per l’etichettatura non conforme una sanzione amministrativa da 500 a 4.000 euro. Il Regolamento impone inoltre che testi, nomi, marchi e immagini non attribuiscano al prodotto caratteristiche che non ha.

Come ti aiutano i nostri designer

Nel nostro stabilimento lavorano designer interni che progettano etichette e astucci e li seguono fino alla stampa. Il testo obbligatorio viene verificato insieme alla documentazione regolatoria, prima dell’approvazione della grafica, così il file che va in stampa è già conforme a formula e PIF.

  1. Ci mandi marchio, idee e riferimenti, oppure una grafica già pronta.
  2. I designer adattano la grafica al formato del flacone, del tubetto o dell’astuccio.
  3. Inseriamo le informazioni obbligatorie, INCI compreso, e verifichiamo i claim.
  4. Approvi la bozza e la grafica passa in stampa presso i nostri fornitori di packaging.

Scopri il servizio di grafica ed etichette.

Domande frequenti

Quali informazioni sono obbligatorie sull’etichetta di un cosmetico?

Persona responsabile, paese d’origine per i prodotti importati, contenuto nominale, data di durata minima o PAO, precauzioni, numero di lotto, funzione ed elenco degli ingredienti, come prevede l’articolo 19 del Regolamento (CE) n. 1223/2009.

L’etichetta deve essere in italiano?

Sì. Dal decreto ministeriale del 27 settembre 2018 le informazioni in etichetta dei cosmetici venduti in Italia devono essere in italiano. L’elenco INCI resta nella nomenclatura internazionale.

Quando serve il PAO e quando la data di scadenza?

La data di durata minima serve se il prodotto dura 30 mesi o meno. Oltre i 30 mesi si indica il PAO, il periodo in cui il prodotto si può usare dopo l’apertura.

Cosa fare se il flacone è troppo piccolo per tutte le informazioni?

L’elenco degli ingredienti può stare solo sull’astuccio; se per ragioni pratiche non c’è spazio, precauzioni e ingredienti possono andare su un foglietto allegato, con un rimando sulla confezione. Il contenuto nominale non è obbligatorio sotto i 5 grammi o 5 millilitri.

Il numero di lotto è obbligatorio?

Sì, serve a identificare la produzione e a rintracciarla in caso di problemi. Se il contenitore è troppo piccolo, può stare solo sull’imballaggio esterno.

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